99 Posse

I 99 Posse arrivano al Velvet durante il pomeriggio caldo e torrido, fra il sound-check e la stanchezza del Tour, ci sediamo lungo la riva del lago da pesca appena sotto al locale per fare due chiacchere con Pezzotto e Persico.... E' d'obbligo soprattutto in questo periodo storico e con i 99 Posse parlare del G8.
Quali sono i vostri pensieri e le vostre preoccupazioni?
(Pezzotto) Eravamo a Genova con il movimento della disobbedienza civile carichi di buone intenzioni e delle nostre protezioni che ci dovevano difendere nel caso in cui la polizia ci avesse caricato ed impedito di arrivare nella zona rossa; siamo i testimoni di tutte le bugie dette dai mass-media. Noi non rappresentavamo un pericolo dal punto di vista della violenza, e non abbiamo lanciato né pietre, né molotov, nulla e nonostante ciò hanno cercato di reprimerci con una violenza estrema, poliziotti che lanciavano lacrimogeni urticanti da sopra i palazzi ed hanno aperto parecchie teste.... Dopo 85 cariche, dopo aver visto le nostre infermiere picchiate selvaggiamente dai poliziotti, prendi qualsiasi oggetto contundente che hai in torno e glielo lanci contro. Io, come tutti gli altri eravamo andati con intenzioni pacifiche, noi siamo pacifici ma non pacifisti....avevamo capito l'idea del Genova Social Forum di fare un'unica manifestazione che stesse bene a tutti, di conseguenza abbiamo manifestato con la forma della disobbedienza civile. Fra le altre cose posso dirti che sono stato testimone oculare di un altro momento in cui un carabiniere ha sparato. Prima ha sparato un colpo in aria poi sei verso di noi ed, a differenza della situazione in cui hanno ucciso una persona, da noi non erano in pericolo, c'erano circa 100 metri fra i manifestanti e nessuno lanciava nulla. La polizia pensava che le loro cariche violente avessero disperso immediatamente i manifestanti, invece quasi tutti hanno mantenuto la loro posizione. Mentre i poliziotti sono dei servi e sono lì per ordine, tutti noi eravamo lì per degli ideali e non avevamo paura di niente. Secondo me i carabinieri nel caso in cui erano in pericolo a livello di gestione della piazza, avevano avuto l’ordine di sparare. Altri carabinieri hanno preso botte in testa, sono stati circondati e presi a calci in culo ma nessuno di noi si mette ad ammazzare un poliziotto. Tutto il movimento, dall'ala pacifista all'ala anarchico inserruzionalistica è contro la pena di morta e nessuno avrebbe ammazzato nessun carabiniere.
(Luca Persico) I pensieri sono tutti affollati da immagini di morte e non c'è tanta lucidità per fare un'analisi politica. Quello che abbiamo chiaro è il presentimento di una vera e propria dichiarazione di guerra. Ora sappiamo cosa pensano loro della libertà di pensiero, di manifestare e di dissentire. Se li mettono sotto i piedi, ti sparano addosso e te lo rivendicano pure schifosi come non mai. Per fortuna continuo a vedere anche nei Tg più schierati dalla loro parte delle immagini che si commentano da sole, in ogni caso vedi sempre gente inerme che prende calci in faccia e manganellate, è stata così. Non credo nella giustizia, non credo in una commissione che manderà in galera qualcuno, anche perché sarebbe da mandare in galera in governo. Qualcuno ce li ha mandati con quella testa, si sa che i poliziotti non hanno molto spirito d’iniziativa solitamente, sono pagati ed eseguono gli ordini.
Evidentemente gli ordini erano stati precisi.

Io penso che sia un movimento sociale + che politico, lo schieramento dei DS non ha senso, all'ultimo momento boicotta le manifestazioni poi vogliono essere in parlamento i portabandiera....io credo in un movimento apolitico simile a quello che in Italia nacque nel '68.
(Luca Persico) Da sempre i partiti se ne fanno più o meno fuori luogo portabandiera. Non è mai del tutto inutile, dato che non è stato fatto un attacco al black block agli anarchici ma alle regole della democrazia. Fino a 20 luglio si sapeva che se c'era una cosa che non ti andava a genio ti organizzavi, scendevi in piazza a manifestare, ora non è più tanto una certezza perché non sai che cosa ti succede una volta che sei sulla piazza anche se dichiari per otto mesi che scendi solo per manifestare e disarmati. Voglio ribadire una posizione mia che non mi sento di attribuire a nessuna frangia: "Tutto le azioni violente, le molotov, sono state esplose da infiltrati di forza nuova ed agenti pare. Alla fine quello che non serve solo le dichiarazioni dei Ds, d’Agnoletto che continuano a dire che la manifestazione era vittima di due violenze contrapposte dovuta anche a manifestanti non tutti d'accordo. Non è vero, c'è stata una solo e grande violenza: "La polizia" Tutto il resto era funzionale a questa violenza, avevano intenzione che esplodessero le molotov per giustificare una carica selvaggia a tutti i movimenti che stavano in piazza. Qualora gli anarchici non le avessero esplose, le molotov le avrebbero lanciate gli anarchici poliziotti infiltrati già da settimane. Le divergenze all'interno del movimento sono state analizzate una ad una ed utilizzare per creare il disordine, non c'è stata una strategia di contenimento ma di far esplodere e poi distruggere. E' stata una farsa organizzata e manovrata completamente dall'alto.
Nel disco "La vida que vendrà" tutti si aspettavano una "commercializzazione" dei 99 Posse, invece sono presenti canzoni + dure a livello di messaggio e musica + ricercata, come sono nate le canzoni?
Sono nate come nascono tutte le canzoni dei 99 Posse: dal clima che respiravamo in quel periodo. Nei periodi immediatamente precedenti al disco vivevamo stress dovuti a fallimenti e cose enormi non facili da gestire, passaggi da una casa discografica all'altra e contemporaneamente una fase oscura che ha attraversato il movimento che non era più punto di riferimento per nessuno di noi ma che si divideva sempre in più frange. Un gruppo che nasce all'interno di un movimento e si ritrova in realtà orfano di esso e contemporaneamente deve capire come riuscire a mantenere un'identità dovendo entrare in una multinazionale, ha fatto scaturire dei pezzi più cupi dove si prediligeva la parola io alla parola noi, dove i pensieri di dissenso erano di persone che non si riconoscevano in quello che avevano intorno e non trovavano vie organizzative alle quali associarsi. In "Lettera al Presidente" si parla in prima persona non in collettività e lo si manda affanculo, non c'è una proposta politica. Durante "La vida que vendrà" invece eravamo in un periodo di ripresa, sarà il popolo di Seattle o il percorso che i centri sociali hanno portato alle tute bianche, al no-global….c'era la possibilità di supportare diverse cose, non c'era più solo la difesa dagli attacchi esterni, incominciarono a fermentare un paio d’anni fa e sono tuttora in forte incremento. Questo disco ne è stato automaticamente l'espressione, i nostri amici e chi lavora con noi appartengano tutti a quell'area. Il fatto di vendere un tot. Di copie in + di un disco capita, non si può parlare di commercializzazione. Noi non studiamo a tavolino queste cose, la nostra filosofia è di fare cose che ci piacciono, sempre. A prescindere da come va un disco sul mercato, noi non buttiamo mai le nostre energie perché ci riconosciamo in quello che abbiamo fatto.
A quali canzoni sei legato maggiormente?
A tutte, ce ne sono alcune nell'album "Guai a chi ci tocca" che non sento mie ed è anche il motivo per cui abbiamo finito la collaborazione con i Bisca. Fatta eccezione di quell'album mi riconosco particolarmente in tutto quello che abbiamo fatto e mi piace molto.
Qual'è stata la motivazione che vi ha spinto per firmare con la BMG (per molti solo simbolo di business, potere)?
In BMG ci siamo entrati per forza. La Flying Records non aveva più i soldi per pagarci le royalties di "Cerco Tempo" tanto meno per produrci il disco successivo. Quando abbiamo scoperto una lenta ma inesorabile fase di fallimento in atto ci siamo preoccupati parecchio. Nel momento in cui una casa discografica fallisce tutti i beni sono curati dal curatore fallimentare e dati ai creditori per sanare i debiti. Essendo il nostro contratto uno dei beni più consistenti, saremmo andati in mano alla S.I.A.E. o a Rete 105 ai quali dovevano un sacco di soldi. Queste persone con un contratto dei 99 in mano se lo sarebbero venduto al miglior offerente fregandosene di tutte le cose che noi ci teniamo a ribadire nei contratti. Prevenire questa situazione è significato per noi farci un giro fra chi poteva rilevare il nostro contratto dalla flying. Solo una multinazionale poteva farlo ed abbiamo trovato in BMG la più disponibile ad accettare i nostri compromessi per contratto. Molti privilegi ce li siamo conquistati, parecchi artisti di fronte ad un contratto discografico badano a firmarlo ed avere più soldi possibili. Noi badiamo ad avere più libertà e garanzie possibile e questo ci ha penalizzato moltissimo a livello economico. Ci sono gruppi che firmando per una multinazionale si garantiscono dieci anni di vita, si prendono 2-300 milioni a persona. Noi non abbiamo avuto una lira perchè tutti i soldi che la BMG ci dava li abbiamo utilizzati per riscattare il contratto dalla Flying. Abbiamo imposto un prezzo, la libertà totale su quello che diciamo e come lo diciamo, non possono prendere un brano ed utilizzarlo per colonne sonore, remix o pubblicità senza il nostro consenso. Sono normalmente regole atipiche nell'ambiente discografico, loro possono solo mettere in commercio quello che gli consegniamo e venderlo ad un prezzo imposto che deve essere il 35% in meno del prezzo medio di mercato che attualmente significa 30.000 anzichè 38.000.
Avete subito pressioni durante il disco?
Ci sono state e ci sono pressioni costanti come c'erano con la flying e come ci sono fra un datore di lavoro ed il proprio operaio. Il rapporto è sempre conflittuale fra forza lavoro e chi gestisce il mezzo di produzione, è sempre stato così.
Raccontami un po' dei vostri viaggi in Messico, il primo della consegna della turbina nel villaggio Zapatista e il secondo viaggio legato alla marcia dei Zapatisti partita da San Cristobal per arrivare a Città del Messico?
Sono state due esperienze enormi. Entrare in un villaggio Zapatista non può non toccarti, hai veramente la percezione di quello che significa non avere niente. Vi è un fiume che attraversa il villaggio, la sua acqua viene utilizzata per tutto da bere a lavarsi. Non hanno luce, dormono in capanne, eppure hanno una serenità e dignità che in posti dove c'è molto meno miseria non trovi. Questa forza che secondo me gli è data dalla consapevolezza di essere una comunità ed che i problemi di uno sono i problemi di tutti, questa è una mia valutazione, non ho avuto modo di parlarne con loro. Quello che so è che a Città Del Messico un indigeno è un disperato, uno che cerca di venderti qualcosa, a Cristobal non è così.
Oramai è passato più di un anno dall'uscita del vostro ultimo album, avete già composte nuove canzoni?
Sta per uscire un doppio cd che festeggia i 10 anni di vita dei 99 Posse. E' la raccolta di una quindicina di brani che riteniamo importanti per la nostra storia ed abbiamo fatto remixare ad altrettanti artisti che vanno da: Dj. Vadim a Mad Professor. Poi ci sono 6-7 brani dal vivo che stiamo registrando in questa tournè e poi ci sono due inediti. Questo esce intorno al 20 ottobre e sarà un doppio cd al prezzo di un singolo. Poi penso che ci prenderemo 1/5 - 2 mesi di ferie dato che sono tre anni che non facciamo una pausa, inseguito lavoreremo al prossimo vero disco dei 99 Posse.
Che cosa pensi della musica in rete?
Penso che sia importantissima. Offre l'opportunità a chiunque di far sapere quello che pensa e lo può esprimere senza l'onere di avere un contratto discografico. Ci sono però tante considerazione da fare, come la capacità del gruppo, le idee…. Quando internet sarà l'unico o il maggior mezzo su cui circola musica si porrebbe comunque il problema di come e dove fare i dischi. La possibilità di farsi i dischi a casa è la possibilità di chi ha almeno 100.000.000 con i quali comprare le attrezzature. Suona bene dire "Mi sono fatto il disco in casa" ma come te lo sei fatto il disco? Ti è morto il babbo ricco? Puoi fare anche dischi con 30.000 lire però poi la gente (che è anche esigente) dice che il disco non pompa e quindi di conseguenza non compra il disco e non viene ai concerti.
Cosa dobbiamo aspettarci stasera dal palco dei 99 Posse?
Sudore e tanta musica (come in effetti sarà - ndr).

[LeonardoCola ]
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www.i-dbox.com - 06/08/01