99 Posse fuori dal palasport
PALERMO - Porte sbarrate
per i 99 Posse. II rap arrabbiato della band napoletana a Palermo fa paura
quanto un corteo di estremisti. E allora, di fronte alla <minaccia>
dello sbarco del popolo del centri sociali, meglio non rischiare un impianto
sportivo completato faticosamente. Così il Comune di Palermo allultimo
momento ha negato lutilizzo del palazzetto dello sport, che inizialmente
era stato concesso regolarmente.
Il concerto era fissato per mercoledì sera, nellambito della
rassegna Sicilia 2000, organizzata dalla Regione e diretta da
Renato Greco. I manifesti affissi per strada parlavano chiaro: palasport
di Fondo Patti, ore 21,30, ingresso lire 10 mila. Ma nel pomeriggio arriva
il dietrofront: il concerto si sposta nello spiazzo davanti il velodromo,
allaperto, a qualche centinaio di metri di distanza, e quindi diventa
gratuito. La motivazione ufficiale è il ritardo di un fax e la mancanza
del parere tecnico di un ingegnere comunale. Ma in realtà, come ha
lasciato capire il promoter del concerto, sembra che il parere sia mancato
nel timore che i fan dei <novenove> potessero danneggiare limpianto.
Complice anche il prezzo dingresso particolarmente basso e il ricordo
dellincidente che macchiò il concerto di Ligabue, quando un
ragazzo si ferì cadendo da unimpalcatura.
Insomma, lo spettro del ragamuffin politicizzato ha finito per creare un
<motivo di ordine pubblico> tale da dirottare il concerto in uno spazio
<innocuo>, senza parquet da preservare per allenamenti e partite di
pallavolo. Ad alimentare le paure di possibili disordini ci si è
messa anche qualche scritta carognesca comparsa sui muri del palasport,
del tipo <99 Fosse>. II direttore artistico della rassegna Renato
Greco nega che il divieto sia stato causato dalla presunta <pericolosità
sociale> dei 99. Fatto sta che la storia del palasport proibito è
diventata la bandiera del concerto: dal palco Zulù, alias Luca Persico,
voce dei 99 Posse, ha commentato il <no> della burocrazia a modo suo,
sbeffeggiando le motivazioni e sottolineando che limportante è
stato riuscire a suonare ugualmente, meglio ancora se in uno spazio improvvisato.
<Quando abbiamo saputo la motivazione del divieto ci siamo fatti una
risata> ha detto ieri il leader del gruppo. <E una follia che
vuole demonizzare ogni forma di aggregazione di sinistra. Nei nostri concerti
non è mai successo niente di grave: la più grande soddisfazione
di mercoledì sera è stata quella di spostare in pochi minuti
il concerto da un posto allaltro divertendo duemila persone che non
hanno pagato una lira>. Alla fine, infatti, tutto liscio, con un robusto
cordone di polizia a sorvegliare la folla di spettatori che agitava bandiere
con leffigie del Che e striscioni con slogan antifascisti. Per il
resto il popolo dei centri sociali sè limitato a fare festa
cantando in coro Curre curre guagliò, canzone simbolo dei 99.
Sul caso 99 posse ha preso posizione il ministro dellagricoltura Alfonso
Pecoraro Scanio: <E una decisione che sa di discriminazione>
ha detto lesponente verde.
<In un Paese in cui si garantisce la libertà di manifestazione
persino a Forza Nuova viene impedito un concerto perché socialmente
pericoloso. E poi un palasport non è un museo né un sito archeologico>.
Mario Di Caro
LA REPUBBLICA 5/1/01