99
posse
La vida que vendrà
Rca
Mentre le parole del rap italiano si fanno sempre più volatili,ci
sono gruppi che non rinunciano a cantare cose che abbiano un senso. E se
questa é ormai una costante dei dischi dei 99 Posse, la vera sorpresa
di La vida que vendrà é la sua decisa musicalità, che
coniuga lelettronica e le melodie partenopee,
Il drumnbass e le tammorre. Incontrando in modo nuovo la musica,
le parole si fanno se possibile ancora più incisive, con pochi slogan
e più spaccati di vita. Ne sono un esempio lampante Povera vita mia
e Comuntwist: la prima si apre con un canto a fronna di un potatore ottantenne,
mentre un chitarrone western con leffetto vibrato di un vecchio amplificatore
a valvole(un suono pulp, secondo il titolo di lavoro utilizzato
dai 99 Posse)conduce la danza intorno allo sfruttamento del lavoro con unandatura
tanto violenta quanto efficace. La seconda é un ironico paradossale
twist sul sentire comunista. La versione rap di El pueblo unido appare come
un omaggio alla memoria, nostalgia senza rimpianti frullata tra I riverberi
di una drum macchine,mentre il pezzo che si fa cantare è la splendida
Sfumature, nel quale Meg si supera. Un disco splendido: perché se
lelettronica è di moda, è anche vero che I 99 Posse
riescono nellimpresa impossibile: piegarla fino a farne uno strumento
reale di comunicazione, senza correre mai il rischio di assomigliare a qualcuno.
Carlo Moretti
MUSICA DI REPUBBLICA - 18/5/00