DIARIO DELLA CAROVANA
ACTION FOR PEACE 27/3/02 - 03/04/02 a cura di Kombattino
AGGIORNAMENTO 1
Dopo l`incontro ad Atene tra la gran parte della carovana Action For Peace proveniente
dall`Italia si e` appreso dell`attentato di Tel Aviv in cui hanno perso la vita
20 persono e 170 sono rimaste ferite. L`arrivo all`aereoporto di Tel Aviv dell`Airbus
che trasprotava circa 250 attivisti italiani e` stato da subito teso. Abbiamo
avuto a che fare solo ed esclusivamente con la polizia israeliana (la gran parte
donne cosa che ci ha stupito) e l`ufficio immigrazione. Hanno ritirato tutti
i nostri passaproti senza darci nessuna spiegazione. Dopo cio` hanno cominciato
a rivolgere ai responsabili dei gruppi una serie svariata di domande su chi
fossero, cosa volessero e chi dovessero incontrare.La tensione e` salita alle
stelle nonostante l`intervento di alcuni parlamentari italiani presenti in carovana.
Non ci hanno fatto entrare in Israele, tenendoci in pratica sull`ingresso dell`arrivo
dagli aerei, luogo in cui si controllano i passaporti. Alle 4.00 circa hanno
cominciato a timbrarci tutti i passaporti senza darci spiegazioni. Alle nostre
numerose richieste di informazioni , le risposte erano solo domande. Olimpic
o Alitalia? Per sapere da quale volo provenissimo come se non lo sapessero gia`
loro, ed i numerosi loschi figuri che si aggiravano nell`aereoporto nei pressi
della nostra delegazione con tesserini per noi incomprensibili.
Dopo l`intervento dell`ambasciata italiana verso le 6.00 - 6.30 la situazione
sembrava essere sbloccata. Ci hanno restituito i passaporti e con nostra sorpresa
abbiamo appreso che ci avevano, nello stesso momento, espulso e poi cancellato
l`espulsione. Dopo aver rifatto la carta d`ingresso , i funzionari di polizia
si sono rifiutati di non timbrarci i passaporti con il timbro d`Israele come
e`nostro diritto richiedere. Abbiamo quindi superato notevoli controlli ed alle
9.30 siamo usciti dall`aereoporto di Tel Aviv.
Giunti a Gerusalemme ci siamo resi subito conto della drammaticita` della situazione
e dell`enorme ristrizione della nostra agibilita` politica. La carovana dunque
sara` completamente rivoluzionata rispetto a quanto ci eravamo prefissi di fare.
Nonostante il clima di tensione, e a tratti d`incomprensione che si respira
in carovana , all`arrivo nei rispettivi alberghi Knight Palace, Ambasador (per
la delegazione Posse Unite contro la guerra + altri) e Crismas, i sottogruppi
si sono riuniti e in seguito incontrati con i rappresentanti delle associazioni
pacifiste israeliane per valutare la situazione. Un gruppo si e` diretto verso
Ramallah. Ebbene ricordare che l`Anp ha evacuato oggi le sue sedi da Ramallah
ed il governo d`Israele ha chiesto ai cittadini esteri di allontanarsi dai territori
entro e non oltre la serata di oggi. Il gruppo verso Ramallah e` stato bloccato
al check point dai militari. Intanto si annunciano manovre militari nella notte.
Un`altro gruppo si e` recato alla Porta di Damasco a Gerusalemme per una sit-in
e controinformazione con le associazioni pacifiste israeliane e palestinesi
e con le delegazioni internazionali della carovana.
Al momento in cui scriviamo da un internet point in Gerusalemme est, la situazione
e` di alta tensione e nell`aria e`forte la sensazione che stanotte l`esercito
di Israele dara` vita alla sua rappresaglia.
La sensazione `quella di chi si trova nel luogo piu` caldo del mondo nel momento
piu` caldo. Una sudata. Pure se oggi ha piovuto.
Comunque, stanotte sono attesi altri arrivi, in particolare da Napoli, che rimpingueranno
la delegazione italiana di Action For Peace.
In serata all`Hotel Ambassador e` prevista l`assemblea di Action For Peace.
Per domani non si ha ancora idea di quale sara` il programma che verra` appunto
stilato stasera prendendo in considerazione l`evolversi della situazione. Chiediamo
ai compagni dall`Italia di rendere quanto piu` e` visibile la carovana, di diffondere
tra i media e nel movimento tutti i bollettini di informazione che arriveranno
da qui, a .....speriamo nei prossimi giorni.
Sono le 17.45.
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina
AGGIORNAMENTO 2
Piove sul bagnato. Nella notte i tank israeliani sono entarti a Ramallah ed
hanno sfondato il muro di cinta della sede del Anp. Secondo fonti palestinesi
c`e` stata una saparatoria e 4 generali israeliani sarebbero morti numerosi
i palestinesi feriti. Una delegazione di Action For Peace si e` recata stamane
nuovamente al check point di Ramallah. Una decina di compagni sono riusciti
ad entare nei territori occupati e sono tutt`ora in case palestinesi. L`intero
isolato e`circaondato dall`esercito israeliano,
loro non possono muoversi e non possono affacciarsi alle finestre. Sentono esplosioni
e spari ovunque. Altri stranieri si trovano nei territori chiusi in un albergo.
La situazione per loro e` particolarmente grave. Stamane il resto della delegazione
si e`recato al Orient House dove e`stato caricato violentemente dalla polizia
a cavallo e con i mitra in braccio. Numerosi i feriti ed un arresto, un compagno
di Roma che e` tutt`ora in galera e sara` reimpatriato domani mattina ed espluso
dal paese.
Dopo la carica , presso l`Hotel Ambassador vi e` stato un assemblea generale
degli italiani, insieme ai francesi e gli svizzeri. Presso Ramallah sono stati
tagliati i collegamenti, attualmnete la citta` e` al buio e le comunicazioni
telefoniche vanno e vengono.
Ci siamo poi spostati nella parte Ovest della citta` a tenere un presidio insieme
alle associazioni pacifiste israeliane. Il presidio e` stato controllato dalla
polizia a cavallo , dalla polizia con i mitra e dalla polizia in moto con i
mitra. Bella storia insomma.
Proprio mentre ci trovavamo al presidio nella parte ovest della citta`, c`e`
stato un attentato presso un supermarket con numerosi morti e numerossissimi
feriti. La situazione difronte a noi era allucinante con gli israeliani che
ci insultavano da un lato e le ambulanze e le caminette dell`esercito che
sfracciavano dall`altro. Presso la spianata delle moschee un gruppo di palestinesi
ha invaso la zona, l`esercito ha sparato contro di loro.
Numerossisimi feriti , tra cui una giornalista europea, mentre a Ramallah moriva
un giornalista egiziano.
Ci siamo dunque ritrovati tutti al Knight Palace, albergo della Rete No Global
e dei Giovani Comunisti, mentre fuori la grandine e le pallottole impazzavano.
Al momento la situazione sembra tranquillizarsi, anche se da dove ci troviamo,
parte cristiana della citta`, sotto protettorato del Vaticano, e` difficile
rendersi conto complessivamente della situazione.
Verso le 19 e` convocata un assemblea generale della delegazione italiana all`Hotel
Ambassador. La situzione ` pesantissima ed e` ovviamente al di fuori delle nostre
aspettative peggiori. Continuano al momento le sparatorie nella spianata delle
moschee mentre l`accesso a quella zona e` stato vietato
a tutti. Intanto il fuoco dei Tank israeliani si intensifica a Ramallah verso
la sede dell`Anp. Arafat ha chiesto aiuto a tutti i paesi europei chiamandoli
per nome, Italia, Francia, Germania...ecc. ecc.
Arafat ha dichiarato di essere disposto a morire per il suo popolo. Continua
piovere e grandinare.
Forse la forza per resistere qui c`e` la data una donna israeliana che dopo
la carica di stamani si affacciava alla finestra e ci indicava il segno di vittoria.
We are winning...No fear!! sembrava dirci.
Continuiamo a pregare tutti i compagni italiani di mobilitarsi in questi giorni
facendo pressione su tutte le strutture istituzionali , economiche e politiche
israeliane in italia affinche` cessino gli attachhi.
Sono le 15.49 a Gerusalemme Est
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!!!!!!!!!!
AGGIORNAMENTO 3
Parte presto la piu` bella giornata finora trascorsa dalla carovana in Palestina.
Inannzitutto una rettifica, il compagno di Roma arrestato agli scontri all`Orient
House sara` processato domani e poi rispedito in Italia.
Di mattina presto ci si riunisce tutti all`Hotel Ambassador e tutti insieme
ci si dirige verso il Ramallah. In 500 arriviamo al primo posto di blocco dell`esercito
israeliano dove i pullman vengono fermati. Scendiamo tutti e ci dirigiamo verso
i militari che imbracciano i mitra e posizionano con le
camionette per sbarrarci l`ingresso. Intanto numerosi palestinesi si uniscono
a noi in questo presidio pacifico. Arriva la polizia con manganelli e pronti
a caricarci. Blocchiamo il poto di blocco per circa due ore tutti incordonati
con in testa il gruppo di contatto formato dai vari portavoce delle organizzazioni
e i parlamentari Cento, Morgantini e Russo Spena. Sono tanti ora i palestinesi,
donne, uomini e bambini che si uniscono a noi. Lo scenario che abbiamo difronte
e` desolante. Le case arabe sono tutte accerchiate da insediamenti israeliani
, ed anche le ambulanze sono costrtte a sottoporsi al posto di blocco. Dopo
un`altra ora ci spostiamo dal blocco a vicino Ramallah per dirigerci verso Betlemme
, dove presso i campi profughi di Deisha e Beit Jalla si trovano da giorni molti
compagni italiani e di altre nazioni, bloccati dai carriarmati israeliani alle
porte dei campi profughi. Ci viene nuovamente sbarrata la strada. Dobbiamo scendere
dai pullman. Ci dirigiamo verso i militari , e dopo un ora di tentennamenti
decdiamo di passare e....CI RIUSCIAMO !!! Un corteo di circa 500 persone
entra in una Betlemme piena di falci e martello sui muri. Entriamo nella citta`
accompagnati da un carosello di auto con bandiere palestinesi che sventolano
e centinaia di dita che indicano vittoria. La banda degli ottoni suona l`Internazionale
mentre raggiungiamo il cuore della citta` nei
territori occupati. Siamo in terra di Palestina. Il corteo arriva nella piazza
centrale della citta` dove la popolazione e le autorita` palestinesi ci accolgono
con un bagno di ospitalita`. La commozione e` fortissima sia da parte della
delegazione internazionale sia da parte della popolazione palestinese che isolata
da tempo, sente finalmente il calore militante delle tante anime del movimento
dei movimenti che chiede la fine dei bombardamenti, la proclamazione dello Stato
di Palestina ed il ritorno dei
profughi. Le campane suonano a festa per noi, mentre la piazza di Betlemme si
riempie
di venditori di kephia e prodotti locali. Intanto giunge notizia che nell`inferno
di Ramallah i compagni italiani , insieme a Bove` ed alcuni francesi sono riusciti
ad arrivare al palazzo del Anp e sono ora da Arafat.
2/0 palla al centro!
Ci troviamo ora davanti ad una scelta. I campi di Deisha e Beit Jalla sono sotto
grosso pericolo. La polizia e` gia` entrata nei campi. Ha sparato. Ed ora e`
assestata alle porte dei campi. Intanto Sharon ha chiesto che le forze militari
dei nostri paesi provvedano ad espellerci dai territori occupati. E` come un
foglio di via. Ma il fatto di non essere graditi a questo boia lo sapevamo gia`.
Ed e` motivo di cui vantarsi.L`assemblea della delegazione intrenazionale convocata
nella piazza centrale di Betlemme, decide che un gruppo della carovana rimarra`
a Deisha questa notte. Alla fine saranno oltre 60 i compagni che rimarranno
nei territori questa notte per interporsi al bombardamento possibile da parte
del governo Sharon. La notizia viene data in diretta sulle televisioni arabe,
e la delegazione che rimane nei territori e` costantemente seguita da troupe
televisive arabe, e permette anche ai compagni a Gerusalemme di monitorare la
situazione. Abbiamo avuto incontri con alcune forze politiche palestinesi presenti
a Betlemme che hanno ringraziato i movimenti sociali internazionali
considerandoci all`oggi gli unici veri interlocutori internazionali della lotte
del popolo palestinese.
Anche una parte di Studenti in Movimento rimane nei campi profughi , e dovrebbe
telefonare in serata ai compagni a Gerusalemme Est per una corrispondenza, qualora
cio` fosse possibile invieremo subito da Gerusalemme un nuovo aggiornamento.
Intanto la delegazione che trona a Gerusalemme Est, in cui si vive un aria piu`
serena rispetto ad ieri, forse anche grazie alla nostra presenza ed allo scuotimento
dell`opinione pubblica internazionale, di cui la risoluzione dell Onu di oggi
ne e` esempio, e si partecipa ad una manifestazione sotto la casa di Sharon
nella parte araba della citta` insieme alle associazioni pacifiste israeliane.
In tarda serata dovrebbe esserci una nuova assemblea dei rimasti a Gerusalemme.
Per domani e` prevista la nostra presenza al processo del compagno italiano.
Seguiranno aggiornamenti.
Sono le 20.47Delegazione di Studenti in Movimento da Gerusalemme Est e Deisha
AGGIORNAMENTO 4-5
Ieri ci e` stato impossibile spedire la cronaca della giornata anche a causa
delle fasi concitate alle quali siamo stati sottoposti. Dopo un po` di giorni
nei territori ed a Gerusalemme lo stress e` tantissimo e spesso e` difficile
fare una cronaca ragionata di cio` che si fa.
Comunque, nella giornata di ieri alcune delegazioni dei disobbedienti e di Action
For Peace sono entrati a Ramallah per strade secondarie ed hanno raggiunto l`altra
delegazione internazionale di pacifisti gia` presente, tra l`ospedale, l`albergo
dei giornalisti e la sede del Anp.
La situazione era tesa gia` dalla mattinata. Un episodio su tutti. La delegazione
dei Giovani Comunisti e della Rete No Global si recava dopo il processo, rinviato,
al compagno italiano arrestato dopo gli scontri all`Horient House, nuovamente
alla New Gate, sede del loro albergo. I militari bloccavano l`accesso alla New
Gate con mitra e pistole. In poco tempo un gruppo di militari si e` ammassato
alla New Gate impedendo alla Rete No Global ed ai Giovani Comunisti di entrare
in albergo. Dopo un po` di tensione l`esercito ci ha scortati all`albergo. Contemporaneamente
alla Porta di Damasco scontri tra palestinesi ed esrcito israeliano coadiuvato
dai coloni con mitra in spalla. Nel pomeriggio ben due attentati scuotevano
l`intera regione , e la situazione precipitava vorticosamente. Ramallah diveniva
un vero e proprio inferno, le testimonianze della delegazione all`interno della
citta` palestinese si facevano sempre piu` drammatiche.
Caldissime assemblee hanno attraversato la giornata di ieri, mentre tutti i
familiari di Bargouthi, leader di Al-Fatah venivano arrestati e lo stesso leader
e` tutt`ora ricercato. In serata Jose` Bove` e 15 pacifisti francesi venivano
arrestati mentre uscivano dalla sede del Anp con l`accusa di aver fatto fuggire
dei terroristi.. Il parlamento italiano dava compito a Russo Spena e Paolo Cento
di formare una delegazione del parlamento italiano che incontri Arafat e lo
protegga. Arrivano dall`Italia intanto anche Graziella Mascia deputata del Prc
e Gianfranco Bettin vice sindaco di Venezia. La nottata di ieri e` stata spaventosa,
con militari ovunque a Gerusalemme e F16 che sfrecciavano nei cieli della citta`.
Oggi la situazione e` solo apparentemente piu` distesa. Gerusalemme e` poco
frequentata.
Stamane nuove delegazioni sono giunte a Ramallah tra cui Francesco Caruso della
Rete No Global e Luca Casarini dei disobbedienti, insieme ad altre 70 attivisti
internazionali. Si sono posizionati tra l`ospedale, e l`albergo dei giornalisti.
Al momento non si sentono spari ma c`e` un grande via vai di carri armati israeliani.
Una nuova delegazione di Giovani Comunisti, Rete No Global, Disobbedienti ed
Action For Peace si sono recati stamane al check point prima di Ram vicino Ramallah.
Si e` giunti in corteo, anche se mini, e si e` svolto un presidio per alcune
ore, mentre la prima delegazione che e` entrata a Ramallah con Nunzio D`Erme,
consigliere comunale di Roma, e` uscita dai territori una volta avuto il cambio.
Sono al momento 100 gli attivisti internazionali che sono a Ramallah.
In seguito la stessa dleegazione si e` spostata verso Betlemme.
Lo scenario davanti a noi e` stato allucinante!!!
Circa 30 carri armati Tank israeliani occupavano il ceck point pronti ad entrare,
mentre altri erano gia` entrati a Betlemme. Circa altri 30 carri armati isaeliani
erano ammassati ad una postazione militare a 500 metri dal check point. Si prepara
un massacro a Betlemme. La nostra preoccupazione e` per i compagni a Deisha
nel campo profughi di Betlemme che sono ancora li`. I compagni sono andati contro
i carri armati a braccia alzate mentre un gruppo di coloni si avvicinava alla
delegazione insultandoci ed avvicinandosi minacciosi tra l`indifferenza dell`esrcito.
Dopo alcune ore di
presidio davanti alla stampa di tutto il mondo l`esrcito ha cominciato a fare
cordoni introno a noi spingendoci dapprima e poi in pratica caricandoci fin
sui pullman a circa 200 metri dal check point. Dopo la carica si e` tornati
all`Ambasador dove si e` tenuta una assemblea di tutta la delegazione rimasta
a Gerusalemme. Per il momento e` questa la situazione, mentre una assemblea
generale convocata per le 21 di stasera decidera` il da farsi. E` da sottolineare
la straordinaria solidarieta` della popolazione araba di Gerusalemme nei nostri
confronti e di tutta la stampa e di media arabi e non solo verso la nostra missione.
Seguiranno aggiornamenti.
Sono le 16.05 a Gerusalemme Est.Delegazione di Studenti in Movimento in PalestinaAGGIORNAMENTO
6 E 7
Per ragioni di pigrizia e di condizioni meteorologiche ieri ci e` stato impossibile
inviare l`aggiornamento.
Ieri mentre una sostanziosa parte degli attivisti italiani a Ramallah riusciva
ad uscire dalla citta assediata grazie all`aiuto dei palestinesi, parte
della delegazione italiana si e` recata dapprima al consolato spagnolo a Gerusalemme,
per fare pressione sul governo spagnolo, presidente di turno del Ue per l`invio
di osservatori internazionali e parlamentari a difesa del popolo palestinese.
Una delegazione mista e` stata ricevuta dal console spagnolo .
Il resto della delegazione si e` recata ad Haifa, ad una manifestazione di fronte
al carcere in cui sono rinchiusi i riservisti che hanno disobbedito a Sharon
ed hanno deciso di non partecipare alla guerra. Per questo motivo in 370 sono
in galera. L`atmosfera ad Haifa era un po` surreale per noi abituati a stare
da 6 giorni tra carri armati, esercito e raffiche di mitra. Sembrava quasi che
ad Haifa la guerra non sia mai arrivata. Grande la partecipazione delle associazioni
pacifiste israeliane, nonostante la presenza di tre provocatori dell`estrema
destra allontanati dal corteo e protetti da alcuni polizziotti. Al ritorno a
Gerusalemme si e` atteso l`arrivo di tutti quelli che rischiando la propria
vita per il popolo palestinese sono entrati e usciti da Ramallah. Tutt`ora sono
numerosi gli attivisti presenti nell`ospedale di Ramallah. 21 parlamentari greci
sono arrivati oggi a Gerusalemme per andare a Ramallah. Si attende ancora la
delegazione italiana, nonostante la presenza qui di Graziella Mascia, Luisa
Morgantini del Prc e Matteo Bulgarelli dei Verdi, c`e` bisogno di altri parlamentari
per una sorta di staffetta e per fare arrivare convogli di medicinali e cibo
a Ramallah. Nella serata di ieri si sono tenuti alcuni incontri con gruppi politici
palestinesi tra l`Ambassador e il Knight Palace, alberghi in cui c`e` parte
della delegazione italiana.
Stamane ci si sveglia presto. E come al solito....piove!!! Chi e` che ha detto
che in Medioriente faceva caldo?
Tutti insieme ci si dirige verso il check point di Ram in prossimita` di Ramallah
per una delle piu` grandi manifestazioni per la palestina tenutesi dalla prima
Intifada.
In circa 3000 tra delegazioni straniere italiane, belghe,francesi, greche, associazioni
pacifiste israeliane, lavoratori palestinesi , associazioni palestinesi si sono
recati in corteo per permettere l`accesso a Ramallah ad un convoglio di cibo
e medicinali.
La risposta dell`esercito israeliano e` stata tremenda. 3 cariche violentissime
con l`ausilio di bombe sonore e lacrimogeni urticanti hanno respinto il combattivo
corteo che ha tenuto testa alle cariche per piu`di due ore. Alla fine con un
violento attacco di bombe sonore il corteo e` stato disperso verso il parcheggio
dei bus delle delegazioni straniere di Action For Peace. Il bilancio e` di 3
palestinesi fermati e numerosissimi feriti, tra cui uno grave, palestinese che
ha perso un dito per l`esplosione di una bomba sonora. Numerosi gli handicappati
caricati dalla polizia e feriti. Il soccorso rapido si e` ottenuto grazie alle
delegazioni europee di attivisti e grazie alla popolazione araba del luogo che
ha offerto ospitalita` nelle proprie case.
Si e` dunque ritornati all`Ambassador per preparare la partenza finale del grosso
della carovana italiana che partira` tra stanotte e domani.
La situazione che lasciamo e` tremenda. Il compito che noi abbiamo e`quello,
con la guerra nel cuore, di portare agli occhi di tutti nel nostro paese questa
guerra. Quella che abbiamo visto qui e` pulizia etnica. Quello che abbiamo visto
qui e` un massacro. Quello che abbiamo visto qui e` un occupazione di un territorio
da parte di un solo stato. Quello che ci portiamo dietro da qui oltre all`esperienza
di vissuto e` una grande carica di rabbia e volonta` di attivarsi da subito
per il popolo palestinese nel nostro paese.
Lasciamo nell`ordine, Ramallah occupata, Betlemme occupata, Nablus occupata,
Jenin occupata, Gerusalemme incandescente.
Con questo si chiude la corrispondenza da Gerusalemme Est di Studenti in Movimento.
Sono le 16.12 a Gerusalemme Est.Delegazione di Studenti in Movimento in PalestinaAGGIORNAMENTO
8
La delegazione di una quarantina di parlamentari, sindacalisti, intellettuali,
persone della società civile che è partita mercoledì sera
per la Palestina, per fare da staffetta a noi di ritorno in Italia, è
stata
espulsa da Israele appena messo piede a Tel Aviv. Senza alcuna spiegazione,
avvenimento che non ha
precedenti, e che avviene proprio mentre la Unione europea ha deciso di inviare
il ministro degli esteri spagnolo (la Spagna ha la presidenza di turno della
Ue) e il "ministro degli esteri" europeo, Solana, ad incontrare sia
Sharon che Arafat.
Ancora una volta i poteri imperiali non possono fare a meno di mostrare la loro
vera indole brutale e repressiva. La delegazione ha cercato di fare resistenza
passiva, sedendosi per terra nell'aeroporto, ma Luciana Castellina, ex parlamentare
europea, e Claudio Sabattini, segretario generale della Fiom, sono stati trascinati
via con la forza, mentre Vittorio Agnoletto è stato portato in una stanza
e, come ha
poi raccontato, "massacrato con pugni e calci". Anche Marco Revelli
è stato malmenato. Il senatore verde Francesco Martone e la deputata
verde Luana Zanella sono stati trattenuti e infine, pare, sono i soli ad essere
stati ammessi in Israele, insieme ad alcuni altri parlamentari dei Ds.
Ad Atene si e tenuta una conferenza stampa internazionale che ha raccontato
laccaduto ed ha invitato altri parlamentari italiani ad andare a Ramallah.
Sono le 12.32 ad Atene
Delegazione di Studenti in Movimento di ritorno dalla PalestinaQuella che segue
e la cronaca raccontata dalla delegazione di Studenti in Movimento nella
carovana di Action For Peace che si e recata in Palestina dal 27 marzo
al 4 aprile del 2002. Nella settimana di Pasqua centinaia di attivisti europei
dei movimenti sociali hanno costruito una diplomazia dal basso in medioriente.
Allarrivo della carovana a Gerusalemme lattentato a Netanya vicino
Tel Aviv segna linizio della vorticosa precipitazione del conflitto arabo
isreaeliano, e tutta la settimana in cui la carovana sara in Palestina
lintera regione sara scossa da una fase storica nella lotta di liberazione
del popolo palestinese.
Lobbiettivo della costruzione di una diplomazia dal basso e stato
raggiunto. Decine e decine di attivisti si sono insediati a Ramallah ed hanno
incontrato Arafat nella sede assediata dallesercito isreaeliano del Anp,
rompendo in questo modo lisolamento mondiale a cui era sottoposto.
Action For Peace ha portato alla popolazione palestinese una forma di solidarieta
attiva , ad un popolo isolato sia dagli stati occidentali che da quelli arabi.
Diversi parlamentari dei governi europei, grazie allazione degli attivisti
internazionali sono stati a Ramallah, e grazie alla carovana i governi europei
sono stati costretti a prendere posizione in difesa del popolo palestinese.
La carovana ha operato una interposizione in difesa della popolazione civile
palestinese, e grazie alla nostra attivita il mondo ha aperto gli occhi
sulla crisi in medioriente.
Data la situazione tutto il programma di Action for Peace ha visto completamente
stravolto il suo programma iniziale, e lazione diretta, la disobbedienza
e linterposizione sono divenute pratiche quotidiane durante i 7 giorni
piu duri per il medioriente negli ultimi anni.
La nostra opera continuera in Italia con azioni di disobbedienza e boicottaggio
dello stato dIsraele, al fine di mettere in piedi una campagna mondiale
per lo Stato di Palestina ed il ritorno dei profughi nei territori.
Rete Campana Studenti in Movimento