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99 Posse alla ribalta con un nuovo singolo a 10 anni dall'ultima produzione discografica.
Si chiama "Antifa" e lo potete trovare in esclusiva da lunedi 7 giugno sulla homepage di XL scaricabile gratuitamente.
Rigorosamente autoprodotto dai 99 e mixato in studio da Marco Messina.
Il ritorno sulla scena dei 99 Posse e' dettato da una crescente voglia di farsi sentire e di dar voce a quell'Italia che non si sente piu' rappresentata politicamente e idealmente, ora piu' che mai, ora piu' di prima, i 99 sentono l'esigenza di riprendere la loro militanza con il calore e il colore che da sempre li hanno contraddistinti.
Il loro stupefacente tour dello scorso autunno (70 mila partecipanti da nord a sud) e' stato la testimonianza del loro successo e la conferma che c'e' un'Italia... ancora viva.
Quando nei primi anni Novanta scrivemmo “Rigurgito antifascista” auspicavamo che da lì a qualche anno saremmo stati costretti a eliminarla dal nostro repertorio perché obsoleta, anacronistica, fuori tempo massimo. Speravamo che omicidi come quello di Auro Bruni, arso vivo nell’incendio doloso del centro sociale Corto Circuito di Roma il 19 maggio 1991, sarebbero diventati solo un’occasione per ricordare il lungo e doloroso cammino dell’antifascismo.
A distanza di quasi venti anni prendiamo atto che ci eravamo illusi. Non immaginavamo che la scia di sangue della violenza squadrista sarebbe continuata con macabra regolarità. Non immaginavamo che Davide Cesare “Dax”, Renato Biagetti, Nicola Tomassoli, ci sarebbero stati strappati nel fiore degli anni. Soprattutto non immaginavamo che un Presidente del Consiglio italiano potesse arrivare a citare il dittatore Benito Mussolini, come Silvio Berlusconi alla riunione ministeriale Ocse a Parigi del 27 maggio 2010.
Ma non è solo un problema, pur urgente e preoccupante, di ritrovato attivismo delle organizzazioni neofasciste. Non è solo un problema dei loro legami con la destra istituzionale che si traducono in finanziamenti e copertura politica. E nemmeno, soltanto, dello sdoganamento culturale operato da testate come Libero che allega al quotidiano “I discorsi del duce”. Cosa sarebbe accaduto se un giornale tedesco fosse uscito con i discorsi di Adolf Hitler? Non lo sapremo mai, perché lì non sarebbe potuto accadere. Non succede in un Paese che ha fatto veramente i conti col proprio passato chiudendoli per sempre. Il nostro non è fra questi.
Quello che veramente preoccupa è la fascistizzazione della società italiana. L’isteria per la sicurezza, il rifiuto del diverso, il sistematico incitamento all’intolleranza, che trovano sempre più orecchie disposte ad ascoltare e ad agire. Non solo l’estrema destra organizzata, ma anche persone comuni, il ragazzo della porta a fianco, quello che potrebbe essere tuo cugino o tuo fratello minore. Tutti convinti che i problemi dell’Italia siano gli immigrati, gli omosessuali diventati bersaglio sistematico, chiunque abbia idee diverse da quelle che si pretende di far passare come nuova norma. Una spirale d’odio irresponsabilmente alimentata dall’alto che produce falsi rimedi in basso. Guerra fra poveri che giova solo ai ricchi perché tiene bassi gli stipendi riducendo la libertà e i diritti di tutti gli altri.
Da qui l’esigenza di “Antifa”, il primo singolo della riformata 99 Posse, una canzone controcorrente per ricollegarsi idealmente al rigurgito antifascista, diventato nel corso degli anni un nostro simbolo inequivocabile. Ma anche per dire con forza che: «Siamo i gay, le lesbiche, siamo i nordafricani, siamo ebrei, musulmani, siamo vestiti strani, siamo ispanici e rumeni, siamo rom, siamo slavi, simme napulitane e faticammo a Milano». Il manifesto delle nostre rinnovate ragioni antifasciste. La necessità e l’esigenza di una battaglia culturale, politica, al servizio della libertà, della tolleranza, della convivenza fra diversi in un mondo di diversi. Una battaglia da portare nel cuore, sui palchi e nelle strade della società italiana, prima che sia di nuovo troppo tardi. |